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Serravalle di Chienti si svela a chi attraversa l’Appennino umbro-marchigiano risalendo il corso del fiume Chienti. Adagiato lungo la SS 77, il paese accompagna il viaggiatore con una strada sinuosa fiancheggiata da case, sovrastate dall’ultima torre superstite dell’antica e poderosa Fortezza dei da Varano. La strada taglia in due la fitta vegetazione e il manto verde dei boschi lungo il fiume, mentre i tetti in cotto disegnano un panorama di grande suggestione. Ma Serravalle sorprende, la valle si stringe, la strada sale tra i tornanti e, all’improvviso, si apre la vastità dell’Altopiano Plestino, punteggiato di borghi e piccoli centri adagiati sui dolci rilievi e nei valloni.
STORIA
Il territorio di Serravalle di Chienti racconta una storia millenaria. Già tra 900.000 e 700.000 anni fa, nelle località di Collecurti e Cesi, si formarono giacimenti fluvio-lacustri che hanno restituito resti di grandi vertebrati del Pleistocene, dall’ippopotamo all’elefante. Circa 32.000 anni fa i primi sapiens frequentarono l’altopiano del Casone, cacciando e lavorando strumenti litici presso Fonte delle Mattinate.
Tra X e VIII secolo a.C. i plestini umbri fondarono villaggi sulle sponde del lago, praticando allevamento, pesca, caccia e scambi metallurgici. In età arcaica sorsero fortificazioni sommitale, i “castellieri”, poi integrati nel municipio romano di Plestia (I sec. a.C.), con domus, foro e una rete idraulica che regimava le acque del lago verso il Chienti.
Durante il Rinascimento i da Varano completarono la bonifica della piana con la “Botte dei da Varano” e una rete di canali radiali. Oggi Serravalle conserva tracce di insediamenti, reperti paleontologici e testimonianze archeologiche, che raccontano una storia millenaria tra natura, acqua e civiltà.
MULTIMEDIA

Ascolta l’audioguida di Serravalle di Chienti letta dall’attore Cesare Bocci: