Tra religione e misticismo


Tipologia   Cicloturistico/Ciclopedonale
 
Tecnologia   IoT
 
Numero Tappe   10
 
Difficoltà 
 
lunghezza   38.2 Km
 
dislivello   366 m
 
H.min   753 m
 
H.max   1119 m
 
Un percorso ad anello di 38 km che unisce storia, spiritualità e paesaggi mozzafiato nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano. L’itinerario, adatto a camminatori esperti e appassionati di mountain bike, segue sentieri e strade secondarie che collegano le principali chiese e santuari del territorio di Serravalle di Chienti, regalando un viaggio tra arte, natura e memoria.

Il cammino prende avvio dalla Fonte delle Mattinate e dalla Cappella della Misericordia, per poi attraversare vallate e boschi fino alla Chiesa di San Martino, che conserva il celebre affresco del Giudizio Universale. Si prosegue verso l’imponente Santuario rupestre della Madonna del Sasso, abbarbicato su uno sperone roccioso sopra il fiume Menotre e si raggiunge Attiloni, dove sorge la suggestiva Chiesa di Santa Croce, scrigno di affreschi quattrocenteschi.

Il tracciato continua verso Acquapagana e la maestosa Abbazia di San Salvatore, fondata secondo la tradizione da San Romualdo, prima di risalire sull’altopiano plestino.

Un itinerario perfetto per chi desidera vivere un’esperienza a tutto tondo al confine tra religione e misticismo.

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1Fonte delle Mattinate

Il percorso prende avvio dalla Fonte delle Mattinate, una sorgente d’acqua potabile che accoglie i visitatori all’ingresso di Serravalle.
Pochi metri più avanti, sulla sinistra, sorge la Cappella della Misericordia, dedicata alla Madonna della Misericordia.
L’interno, sempre illuminato dalla luce naturale che filtra dalle arcate del portico, regala un’atmosfera di pace e raccoglimento. Sul lato meridionale si innalza il caratteristico campanile a vela.

 

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2Chiesa di San Giovanni Battista

Proseguendo in direzione della Frazione Taverne, potrai fermarti davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel XIX secolo.
L’esterno dell’edificio è di semplice muratura, mentre l’interno è illuminato da due ampie finestre rettangolari, con il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto al piano dell’aula, che accoglie al centro l’altare.

 

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4Santuario Madonna del Piano

Eretto sopra un piccola edicola votiva, il Santuario della Madonna del Piano è noto per essere stato fino agli anni Cinquanta il rifugio dell’eremita conosciuto come “Fra Luì”.
L’interno dell’edificio è abbellito da numerosi affreschi attribuiti a Paolo Bontulli, artista locale originario di Percanestro.

Il Santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggi, soprattutto durante le festività del Lunedì dell’Angelo, del 1° maggio e durante la Pentecoste.

Un folto bosco di querce e cerri circonda il panorama retrostante alla costruzione, un raro esempio di vegetazione originaria non ancora intaccata da coltivazioni intensive.

 

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5Chiesa Santi Martino

Continua il percorso tra le ampie vallate e lasciati guidare fino a San Martino, dove potrai concederti una sosta nella tranquillità della natura.
La Chiesa, che prende il nome dalla frazione in cui si trova, conserva al suo interno un prezioso affresco del 1967, “Il Giudizio Universale”, proveniente originariamente dalla Madonna del Sasso.
L’opera, ricca di simbolismo e suggestione, è suddivisa in tre registri: nella parte inferiore si distinguono la resurrezione dei morti, l’ascesa degli eletti e le scene infernali; al centro spicca una porta chiusa, sorvegliata da San Pietro e San Paolo; in alto, infine, si apre la visione del Paradiso, con Cristo circondato da angeli adoranti e figure aureolate.

 

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6Chiesa Madonna del Sasso

Il Santuario rupestre della Madonna del Sasso (XIV–XV sec.) si innalza da uno scoglio a strapiombo sul fiume Menotre, in un luogo di straordinaria bellezza naturale. Un tempo eremo, conserva affreschi quattro-cinquecenteschi, tra cui opere di Paolo di Visso e degli artisti Angelucci, e un pavimento in roccia tipico dei luoghi di culto eremitici.
L’edificio, con portale gotico e campanile a vela, fu meta di pellegrinaggi legati al culto lauretano. Danneggiato dal sisma del 1997, è stato restaurato e oggi resta una preziosa testimonianza di arte e spiritualità medievale.

 

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7Chiesa di Sant'Agostino

La Chiesa di Sant’Agostino, edificata agli inizi del XXI secolo dopo il sisma del 1997, rappresenta un simbolo della ricostruzione di Serravalle di Chienti. Si affaccia su un ampio sagrato e presenta una facciata a capanna intonacata, con portale e oculo in pietra bianca. La vela campanaria si eleva sopra la falda sinistra, mentre i prospetti laterali, semplici e simmetrici, sono scanditi da finestre ad arco a tutto sesto che richiamano l’armonia dell’architettura romanica.

 

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8Chiesa di Santa Croce

La Chiesa di Santa Croce nella frazione di Attiloni è un antico santuario legato a pellegrinaggi e transumanza, con origini risalenti al XIII secolo e forse a un precedente impianto benedettino. Realizzata in pietra con aula unica e campanile quadrato, fu ampliata nel XVIII e XIX secolo e restaurata più volte, anche dopo il sisma del 1997. All’interno conserva un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi, tra cui una Crocifissione del 1488, testimonianza di profonda devozione e arte popolare.

 

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9Abbazia San Salvatore

Secondo la tradizione, l’Abbazia di San Salvatore fu fondata da San Romualdo intorno al 1023 nei pressi di una sorgente dalle acque terapeutiche. L’edificio, in stile gotico umbro duecentesco, presenta un elegante portale con rosone, contrafforti e monofore.
All’interno conserva affreschi dal XIII al XVII secolo e una Madonna di Loreto del 1572 attribuita a Camillo Angelucci di Mevale. Vi si trova anche l’altare con le reliquie del Beato Angelo, eremita camaldolese, e un organo settecentesco di Antonio Fedeli, posto su una tribuna lignea decorata.

 

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10Chiesa Santa Maria di Plestia

La Chiesa di Santa Maria di Plestia, sorta sull’altopiano tra Marche e Umbria, fu edificata in stile proto-romanico sui resti di un tempio romano e di una cripta paleocristiana, in un luogo di antichissima devozione. Leggenda vuole che gli apostoli Pietro e Paolo abbiano maledetto la città di Plestia, distrutta da un terremoto e da un lago miracoloso.
La basilica, semplice e solenne, custodisce memorie archeologiche e religiose di grande valore e sorge in un punto unico al confine tra tre diocesi, Camerino, Nocera Umbra e Foligno. Nei pressi si trovano i resti del santuario umbro di Cupra (VI secolo a.C.) e di un villaggio dell’età del Ferro.

 

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